5 Tratti Psicologici delle Persone Sottomesse

Il Blog per TE

Lepersone sottomesse non alzano mai la voce, si mantengono sempre in secondo piano e obbediscono a tutto ciò che le persone più autoritarie chiedono loro.

1.Il loro passato è pieno di dolore: Un’infanzia in cui la relazione tra i genitori è stata poco sana o un’adolescenza carica di bullismo possono essere ragioni sufficienti per costruire personalità totalmente sottomesse; inoltre La bassa autostima e l’insicurezza che sentono non le fa sentire utili se non quando si mettono a disposizione delle altre persone.

2.Evitano sempre qualsiasi tipo di conflitto poiché questi rendono queste persone molto nervose, magari perché ricordano loro esperienze vissute in passato; il problema è che per evitare i conflitti, a volte, è necessario abbassare la testa, riconoscere ciò che non si è disposti ad accettare, cosa che ci impedisce di avere quello che meritiamo.

3.Non vogliono attirare l’attenzione: ciò gli permette di evitare qualsiasi momento che possa risultare umiliante…

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ROMPERE IL MURO DELL’OMERTA’: SI COMINCIA IN FAMIGLIA

Mettersi nei panni dell’altro, andrebbe insegnato in famiglia, come i pari diritti e i pari doveri. L’esempio detto ma non dato è lo specchio della nostra società e del nostro governo. E’ la causa dei caratteri fragili, senza punti di riferimento, che poi trovano in cose sbagliate, portando maschere, dicendo bugie. La pretesa di essere dei supereroi per i nostri figli, senza limiti, e difetti, li spinge al perfezionismo, che spesso diventa patologico. Quando poi questi supereroi litigano, divorziano, sono assenti, per omertà di umanità, si crea uno scompenso familiare difficilmente recuperabile. Il supereroe diventa nemico, anzichè essere umano, come avrebbe dovuto mostrarsi fin dall’inizio, e non gli si crede più. Delusi da limiti che si credeva non potessero avere, esistere. Il figlio di un supereroe, o diventa supereroe lui stesso, o con coraggio, deve interrompere quella catena di omertà per lui e per i suoi futuri figli. Omertà sul desiderio, sulle incertezze, sugli errori, anche dei genitori che sono prima esseri umani e questo devono far sentire al figlio. La sincerità anche sulle proprie debolezze e limiti rende forti e più uniti entrambi, più fiduciosi l’uno nell’altro. Rende il figlio più coraggioso di guardarsi e accettarsi come essere non perfetto ma perfettibile, con l’aiuto di chi gli vuole bene e di cui si fida. Che gli dice la verità, anche quella imperfetta che va affrontata. Il silenzio di comodo funziona benissimo per un pò, ma poi il bubbone scoppia, e per rimediare ci vogliono anni, di sofferenza.

CREDO NELLE PICCOLE COSE…

Credere nelle piccole cose fa succedere grandi cose.

Ho conosciuto una persona ribloggando un suo bellissimo articolo. Mi ha contattata e nel mio messaggio, rispondendomi, ha scoperto quella mia parte d’animo che proprio io non stavo vedendo, cui cercavo risposta da gg. Erano le otto di sera di una dura giornata, e
d è arrivato questo regalo “per caso”. A lei va la mia gratitudine, a me il fatto di continuare a credere e non arrendermi ai miei lati oscuri. Ho voglia di “impararmi”, questo porta solitudini ma anche incontri magici. Scambi umani per cui mi piace vivere. Aprendo un blog…alle otto di sera, stanca ma tentata da un titolo….coincidenze delle piccole cose.

Sono una miscredente

elena gozzer

Io sono una miscredente, mi si dice… eppure io credo.

Credo nel colore, fatto di una sola luce e delle luci fatte di colori che diffondono verdi su cieli opachi; credo nella stasi di un attimo inesistente, negli aghi dei pini, perfetti e dipinti da mani invisibili e nelle crune sottili come filamenti di stami, e levigate come semi dispersi nell’acqua.

Credo nella riservatezza e nell’insonne bellezza delle rose canine.

Credo nella parsimonia, nell’elargizione della giusta misura, nel ritmo silenzioso e ondulato dei refoli di vento a quote inarrivabili.

Credo nel colore di una piuma e nello sfumare sottile di un occhio che s’illumina fra un frammento di cielo e la coltre verde di un sipario denso di profumi.

Credo nel distacco, nell’indifferenza che mi salva l’animo e l’umore; credo nel saper non sentire, per sentire tutto e ancora più forte.

Credo nella terra asciutta, negli scalini che accolgono il passo, fatti di…

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Goldrake e Mazinga coltivavano il dubbio; forse ne sono certa!

elena gozzer

Personalmente credo di avere la vocazione dell’ottimista disillusa. Di mio sono sempre stata una che ci crede, ma non troppo, a volte non abbastanza… dopo una certa età forse non ci credo per niente, non davvero…così, per scaramanzia, perché non si sa mai. Crederci troppo è tanto poco saggio come non crederci per niente. Mi barcameno nella via di mezzo, quella che spesso smarrisco addentrandomi nelle selve oscure, ma, in fin dei conti, chi non si perde non sa poi trovare soddisfazione nel ritrovarsi. A me sta bene così. Le certezze mi creano diffidenza, mentre il dubbio mi sta simpatico.

E allora ci sguazzo, nei dubbi, forse troppo, ma cerco di non darlo a vedere, che un minimo di senso di sicurezza è necessario farlo passare al prossimo, altrimenti ti prendono poco sul serio; nel peggiore dei casi potrebbero prendermi per matta. Non che mi creerebbe particolari scompensi se i…

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Curare l’inquietudine

elena gozzer

Alla fine siamo tutti umani, in modo imperfetto e irrazionale; sono le esperienze che ci capita di vivere, quelle che ci cadono addosso nostro malgrado a mettere in evidenza questa verità. Magari si tende a pensare che siamo in grado di far fronte a tutto con la dovuta razionalità e capacità di discernimento; può darsi, forse il più delle volte i bagagli accumulati ci permettono di reagire alle circostanze della vita in modo fermo, ragionato e consapevole. Eppure esistono mondi dentro di noi, dentro tutti noi, che non conosciamo abbastanza, mai abbastanza, per metterci al sicuro da noi stessi. E questo un po’ spaventa ed allora si possono seguire due strade: una è quella di continuare ad ignorare una parte di noi e l’altra è quella di affrontarla. Nella maggior parte dei casi, un po’ perchè è più comodo e un po’ perché entrare nei labirinti personali è il viaggio…

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Quando vivere è un’esperienza “diversa”.

elena gozzer

Il 27 di questo mese, su SKY1, alle 11.00 circa, trasmetteranno un film che ho visto da poco in DVD; il titolo del film è “Tutto ciò che voglio”. Il regista è Ben Lewin, la protagonista Dakota Fanning.

Ora, io non ho Ski1, ma avendo letto la programmazione in rete, se ne avete l’occasione e la voglia in questi giorni di festa, vi consiglio di vederlo.

L’argomento sulle prime può spaventare, perché si tratta di un argomento che tocca non poche famiglie, ovvero l’autismo.

Se l’argomento è impegnativo, il film è piacevole e scorre leggero lasciandosi guardare con curiosità ed una certa enfasi empatica per la protagonista (almeno questo è capitato a me) e le sue vicissitudini.

La trama: Wendy, questo il nome della protagonista, soffre dunque di una forma di autismo e vive in una struttura specializzata da quando sua madre è morta; la sua terapeuta…

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