SMELL OF MADNESS

Non mi è mai piaciuto disegnare dentro ai contorni.
Non credo di aver mai amato o odiato solo dentro ai confini del cuore.
Pensato dentro ai confini della mente.
Sono pazza,
come tutti i pazzi ho inventato pensieri e sentimenti per sopravvivere, o meglio, per vivere di più.
Ho dato tutta me stessa alla vita e alla morte e ho creato altri pezzi di me,
appendici e parti aeree da far volare via come palloncini in cielo una volta che non mi servivano più.
Sono pazza.
Annuso il cibo e le emozioni,
l’odore che i pensieri che scorrono nelle mie vene danno alla mia pelle.
L’odore del male e del bene.
Adoro il piacere.
Come tutti i pazzi sono doppia e tripla per averne di più,
ma anche più dolore,
e pazzia.
Finché il dolore diventa casa dove trovare conforto e serenità.
Finché il dolore diventa la profondità della mia prossima gioia.
I pazzi non stanno mai fermi,
neppure nel sonno.
Non sognano,
vivono.
I pazzi parlano con la morte,
discutono con l’aria che gli dà la vita,
ne mettono da parte una fetta per le notti afose o senza luna… come fosse una torta da gustare.
I pazzi parlano coi pensieri,
con la solitudine,
col sangue e la fame.
L’odore della solitudine,
del sangue,
della fame…
L’odore della pazzia.
Sa di pioggia scaldata dal sole d’agosto sull’asfalto bollente.
Toglie il fiato.
Ma dopo è bellissimo riprenderlo.

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